Bosi: “Abestone ok fino al 2024. Ecco come si crea un tracciato di Hard Enduro”

Bosi: “Abestone ok fino al 2024. Ecco come si crea un tracciato di Hard Enduro”

L’Hard Enduro si sta confermando sempre più apprezzato tra gli appassionati. Le prodezze dei piloti su tracciati sempre più estremi stuzzicano i tifosi, creando un seguito via via maggiore. Ma come si può preparare un evento così complesso e spettacolare? Michele Bosi può rispondere a questa domanda: normalmente pilota endurista, si è calato nei panni dell’organizzatore di Abestone, la tappa italiana del nuovo Mondiale.

MICHELE, RIAVVOLGIAMO IL NASTRO. PRIMA, L’11 LUGLIO, ABESTONE, L’APPUNTAMENTO DEL MONDIALE HARD ENDURO IN ITALIA ORGANIZZATO DA LEI. POI LA GARA DA PILOTA AGLI ITALIAN EXTREME CHAMPIONSHIP. A MENTE FREDDA, COME SI SENTE?

“Per me sono stati due weekend completamente diversi. Il più importante è stato quello dell’Abestone. Ho realizzato il sogno di organizzare una gara, soddisfacendo pubblico e piloti. Tutto è nato grazie al promotore dell’Hard Enduro. Mi ha proposto di portare questa disciplina in Italia. È stato difficile perché era necessario trovare un percorso adatto al livello dei piloti”.

HA TRATTO ISPIRAZIONE DA ALTRI PERCORSI?

“Il mio riferimento è Erzbergrodeo. L’idea era piazzare 16 check point per mettere in difficoltà i piloti. Secondo me, bisogna fare un tracciato che vada incontro alle varie esigenze. Qualcosa che possa far divertire l’amatore e i migliori al mondo. Nelle tre giornate di gara abbiamo sviluppato quattro manifestazioni diverse. Due per gli amatori e due per i top. Questo mix ha messo tutti d’accordo. Per me è stata un successo perché era la prima volta che organizzavo tutto”.

QUANTO INFLUISCE L’ESPERIENZA ACCUMULATA DA PILOTA NEL RUOLO DI ORGANIZZATORE?

“È molto importante. Vivo ancora la corsa come pilota. Ho la percezione precisa di cosa possa accadere sia da organizzatore che da pilota in gara. Quando stavo lavorando, pensavo anche da pilota. Per esempio, il percorso l’ho affrontato prima per intero mentalmente e poi sono salito in sella. Per me l’Hard Enduro è cercare di superare ostacoli che sono quasi a livello trialistico. Ho deciso di andare a ripercorrere questa idea. L’Abetone offriva qualcosa di difficile, questo avrebbe accontentato tutti. Fatto il primo punto mentale. Poi ho preso la moto e ho capito come e dove modificare”.

COM’È STATO IL PASSAGGIO DA ORGANIZZATORE A PILOTA?

“Ci vuole un po’ per riprendersi. La mia testa frullava ancora quando guidavo e aveva tante cose da elaborare e piena di informazioni. Quando sono tornato pilota mi sono sentito più libero mentalmente. In futuro vorrei portare avanti entrambe le strade, rimanendo il miglior pilota italiano di questa disciplina. Non voglio che sia una semplice apparizione, ma qualcosa di continuativo”.

CI SARÀ UN SECONDO ABESTONE?

“Ci sarà sicuramente un bis con un prolungamento del contratto fino al 2024”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Moto/02-08-2021/hard-enduro-michele-bosi-abestone-fino-2024-ecco-come-si-crea-tracciato-42043241750.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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