Copioli, n°1 Federmoto: “Vi svelo i talenti di domani. L'ultima volta Rossi mi ha detto...“

Copioli, n°1 Federmoto: “Vi svelo i talenti di domani.  L'ultima volta Rossi mi ha detto...“

Reduce da un weekend all’Abetone per il Mondiale di Hard Enduro (“spettacolo formidabile, fatto un lavoro egregio”), il presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Giovanni Copioli, ha tanta energia per illustrare i piani futuri di un movimento che naviga tra attività no-stop, ricerca di nuovi talenti e una serie di aspettative che in Italia — parlando di moto — sono sempre elevatissime.

PRESIDENTE, IN UNA NOSTRA RECENTE ANALISI ABBIAMO SOTTOLINEATO COME NEL MOTOMONDIALE I NOSTRI PILOTI DI MOTO3 FACCIANO FATICA: VINCONO MA RESTANO TROPPO TEMPO NELLA CATEGORIA BASE DEL MONDIALE. “L’ho letta, e sento di dover chiarire alcuni dati. In passato abbiamo avuto più piloti in Moto3, è vero, ma per esempio quest’anno sono entrati Elia Bartolini e Alberto Surra, diciassettenni che si sono formati nel Civ. E altri piloti sono saliti di categoria. Se pensiamo ai vari Morbidelli, Petrucci, Bezzecchi, Di Giannantonio, lo stesso Savadori, tutti si sono formati nei nostri campionati. Mettiamo ogni anno in moto oltre diecimila bambini, so che le aspettative in Italia per le moto sono sempre elevatissime, ma ci stiamo dando molto da fare per crescere nuovi talenti. Se facciamo un paragone con altri Paesi europei, il confronto esalta Italia e Spagna. E consideri che nel paese iberico i costi sono molto inferiori ai nostri, basti solo pensare alla spesa per noleggiare un circuito per un evento. In Spagna la federazione non paga perché le strutture sono parastatali. E allargando il discorso ad altre discipline, quello che sta facendo il giovane Mattia Guadagnini al primo anno nel Mondiale cross è incredibile: ed è un ragazzo cresciuto con noi”.

DAL PUNTO DI VISTA TECNICO, NEL CIV CONVIVONO MOTORI 250 “DA MOTOMONDIALE” E 450 YAMAHA. È ORA DI PRENDERE LA DECISIONE, COSA FARETE NEL 2022? “Avremo un Civ con monomotore, il 450 appunto, che verrà prodotto da un’azienda da individuare tramite bando di concorso. Ci sono ragioni economiche alla base della scelta: il costo per i team è di circa il 30% in meno a livello complessivo. In più il 450 consente ai circuiti di evitare problemi di inquinamento acustico permettendo a più piloti di girare. I 250 sono molto rumorosi e sforano i limiti consentiti per legge”.

MA NON C’È UN COSTO TECNICO CHE I PILOTI PAGANO? UNO SI ABITUA A CORRERE NEL CAMPIONATO ITALIANO VELOCITÀ CON UN 450, POI MAGARI ARRIVA NEL MOTOMONDIALE E CORRE CON UN 250 COMPLETAMENTE DIVERSO: NON È ANCHE COSÌ CHE SI SPIEGA IL CALO DEI NOSTRI GIOVANI? “Analizziamo di continuo gli aspetti tecnici legati alle nostre scelte, e vediamo prestazioni molto simili indipendentemente dal motore. Abbiamo organizzato tanti campionati monomarca, per esempio abbiamo introdotto il monomotore nelle minimoto o abbiamo collaborato con Aprilia, e i talenti escono, al di là di quale sia il motore. Adesso ci sono diversi nostri piloti in Rookies Cup, il campionato da cui è uscito Pedro Acosta: tenete d’occhio Bertelle e Farioli, ne sentiremo parlare. Ho visto Farioli al Ranch con Valentino, per dirne una, e ha impressionato tutti. Abbiamo scartato l’idea di un Team Italia che corra contro altre squadre, preferiamo aiutare tutti i nostri piloti con borse di studio.”

Perché non fare il Cev? “Abbiamo proposto anche di organizzare tappe da noi, in Italia, ma pare ci sia scarso interesse ‘politico’. Però guardi che quasi trenta piloti nelle tre classi del Mondiale non sono mica pochi, eh”.

IL FENOMENO DEI PILOTI PAGANTI È UN OSTACOLO ALL’EMERSIONE DEI TALENTI? “Beh, intanto è un fenomeno legato al mercato, mi piacerebbe che contasse solo la meritocrazia ma bisogna fare i conti anche con questa pratica. Il momento economico è quello che è. La Federazione Italiana elargisce vari bonus ai piloti, aiutiamo oltre 4mila Under 17 e tante ragazze, per un totale di circa un milione e mezzo di euro investiti. Non è poco se pensa che la Fmi si autofinanzia, non essendo i motori tra le discipline olimpiche, per circa il 75% del suo bilancio”.

CHE RAPPORTO AVETE CON LA VR46? TOGLIE RISORSE E OPPORTUNITÀ AD ALTRE REALTÀ? “Non credo, Valentino Rossi ha avuto il merito di strutturarsi nel corso della sua carriera e di creare qualcosa dalle sue vittorie. A Tavullia si allena lui e si allenano tanti giovani talenti, direi che è un bene per il movimento intero. E comunque come Fmi collaboriamo con tanti team, per esempio abbiamo lavorato fianco a fianco con Leopard e Lorenzo Dalla Porta per portarlo al titolo in Moto3 nel

  1. Con il Team Gresini abbiamo sempre avuto un grande rapporto, il mio compianto amico Fausto per esempio era favorevole all’introduzione del motore 450 nel Civ. E anche con Paolo Simoncelli collaboriamo attivamente”.

A PROPOSITO, MA VALENTINO COSA FARÀ NEL 2022? “Le racconto una cosa. L’ultima volta che sono stato a trovarlo al Ranch ha battuto gli altri piloti in una ‘gara’ sullo sterrato e ha festeggiato facendo mezzo giro di pista con una ruota sola. Gli ho detto: ‘Oh, Vale, ma vacci piano, alla tua età festeggi come avessi vinto un Mondiale?’. E lui: ‘È questo che mi tiene giovane’. E ha ragione! Ha ancora fame, ha ancora passione e voglia di correre. Così è diventato il più grande di sempre. Poi cosa farà lo vedremo, però merita infinito rispetto per quello che ha realizzato”.

MOTOGP 2022, DUCATI “MONOPOLISTA” CON OTTO MOTO IN PISTA. UN BENE O UN MALE? “I team scelgono Ducati per quello che dà. Per le garanzie tecniche e manageriali. E poi c’è l’ingegner Dall’Igna, che avrà anche un carattere a volte spigoloso ma ce lo invidia tutto il mondo dei motori. E mi auguro che anche Aprilia continui a crescere, sono risultati grandiosi se si paragona il budget di Honda e quello di Aprilia o Ducati”.

HA VISTO GLI ULTIMI DATI DI IMMATRICOLAZIONI? SIAMO A +19% RISPETTO AL

  1. PERCHÉ IN ITALIA LA MOTO “TIRA” COSÌ TANTO? “Abbiamo in effetti 8 milioni di veicoli circolanti e 5 milioni di motociclisti a vario titolo. Questo perché possiamo contare su una industria che ha tradizione, storia e naturalmente altissima qualità tecnica e tecnologica, altrimenti con la sola tradizione fai ben poco. E poi credo che nel dato recente ci sia un altro aspetto: la moto, e lo scooter assieme, hanno assorbito la voglia di libertà accumulata negli ultimi due anni. Le sensazioni che regala un viaggio in moto, una esperienza in moto, sono irraggiungibili: lo dice uno che per esigenze lavorative deve spostarsi molto in… macchina. E sa cosa stiamo facendo per avvicinare anche i giovanissimi? Sviluppiamo tantissimo gli E-Games agli eventi, così da far provare ai giovanissimi cosa vuol dire andare in moto al simulatore e poi fare il paragone con le prime minimoto reali. Incuriosirsi attraverso il virtuale, appassionarsi attraverso il reale”.

QUALCHE SETTIMANA FA AVETE CONDOTTO UNA BATTAGLIA CONTRO UNO SPOT TRISTEMENTE FAMOSO PER UN MESSAGGIO DAI RIVERBERI VIOLENTI CONTRO I MOTOCICLISTI. IN GENERALE CHI VA A DUE RUOTE RAPPRESENTA LA PARTE PIÙ VULNERABILE DELLA MOBILITÀ ATTUALE. COSA STATE FACENDO PER LA SICUREZZA? “Intanto abbiamo creato una commissione sicurezza che tutela chi va in moto, chi fa il pilota e chi lavora nei circuiti. Ci stiamo battendo contro pratiche criminali come i fili nascosti nelle zone off road che diventano vere ghigliottine per i motociclisti, ci stiamo anche battendo per introdurre guardrail di nuova generazione per evitare tagli spesso fatali in caso di scivolata in moto. E non ultima, conduciamo una continua campagna di sensibilizzazione e un continuo monitoraggio per la manutenzione stradale”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Moto/13-07-2021/motomondiale-intervista-giovanni-copioli-presidente-fmi-rossi-4102702907392.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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