Da campione in pista a superstar: buon compleanno Giacomo Agostini!

Da campione in pista a superstar: buon compleanno Giacomo Agostini!

Compie oggi 79 anni Giacomo Agostini, nato a Brescia il 16 giugno 1942, imperatore del motociclismo con 15 mondiali vinti, il pilota più titolato e il più completo di tutti i tempi, il primo a rivoluzionare l’epopea dei “giorni del coraggio” creando le premesse delle corse show-business di oggi. Agostini detiene un altro record, non scritto negli annali ma altrettanto significativo: in quei tempi di moto senza elettronica e gomme slick e piene di piste assassine, quando volar via anche per un grippaggio del motore o dei freni e farsi male era la norma e non c’era stagione senza incidenti mortali, in un quindicennio di corse è stato il corridore con meno cadute (7 in totale) e mai nessuna con gravi conseguenze. Davvero solo frutto di fortuna o della perfezione e superiorità delle sue moto?

I MERITI DI AGOSTINI

—   Recitava un antico adagio: “la fortuna aiuta gli audaci” e d’altronde la moto migliore aiuta, si sa, ma da sola non garantisce né il risultato né, tanto meno, lo stare in piedi. E la moto migliore non pioveva dal cielo ma veniva affidata da una Casa costruttrice al pilota ritenuto il più adeguato. Negli anni Sessanta-Settanta, fra i tanti limiti, nel motociclismo non c’era però quello del “pilota con la valigia”. Si diventava “ufficiali” solo per le qualità dimostrate in pista e per i risultati conseguiti sul campo. Il conte Agusta chiamava a Cascina Costa il corridore ritenuto secondo lui e il suo staff il migliore in quel momento. Se poi il fortunato non trasformava le aspettative in tempi sul giro e in vittorie, veniva appiedato e sostituito. Idem le altre Case. Insomma, dea bendata favorevole e moto più competitiva aiutano, ma bisogna meritarsela (la moto), prima per salirci sopra e poi per continuare a guidarla. E Agostini, anche in questo, dimostra sin dagli inizi di avere le carte in regola: un viso d’angelo, ma con gli occhi del predatore, tanto pelo sullo stomaco, gran manico, gran testa. Di più: una persona saggia. Quando la sua stella comincia a calare e per due stagioni la vittoria e il podio diventano una chimera, il 25 settembre 1977, a 35 anni, annuncia l’addio. “Io corro per vincere – spiega Agostini — e se non sono più in grado di battermi per questo, vuol dire che è l’ora di attaccare il casco al chiodo. È dura, ma è così”. Una lezione di vita che travalica i confini dello sport. Sempre valida.

IL PRIMO PERSONAGGIO

—   Non solo. Gli assi del motociclismo, dal Dopoguerra a metà anni Sessanta, erano venerati e seguiti nelle loro vicende agonistiche e umane dagli appassionati ma erano poco conosciuti dalla maggioranza degli italiani. È con l’arrivo sulla scena di Agostini, grazie ai suoi successi e al centauro che diventa personaggio pubblico, che tutti scoprono le corse di moto e il motociclismo conquista le prime pagine dei giornali diventando sport di massa. Ancora oggi Giacomo Agostini è l’unico motociclista inserito nella Walk of Fame dello sport italiano, un percorso stradale di Roma (tra il viale delle Olimpiadi e lo stadio Olimpico nel Parco del Foro Italico) lastricato con 120 targhe dedicate ad altrettanti ex campioni dello sport italiano distintisi a livello internazionale. Agostini si è meritato questo prestigioso riconoscimento anche se, almeno idealmente, con il fuoriclasse di Lovere potrebbero ben figurare anche altri campioni italiani del motociclismo di ieri e di oggi come Carlo Ubbiali, Max Biaggi, Valentino Rossi.

I NUMERI DI AGOSTINI

—   Analizzando la carriera di Agostini si inizia dai numeri, con un palmares che parla da solo: su 230 GP disputati dal 1963 al 1977, oltre ai 15 titoli iridati (7 nella 350 e 8 nella 500), 122 Gran Premi vinti (68 nella 500 e 54 nella 350) e 163 podi. Ancora: 18 titoli di campione d’Italia (16 nel tricolore seniores di velocità, 1 nel campionato velocità in salita e 1 in quello Juniores 175). In totale: 311 vittorie in gare ufficiali, record dei record! Chiusa la parentesi agonistica, e dopo una non felicissima esperienza nell’automobilismo, dal 1981 per quattordici stagioni Agostini è rientrato nel suo mondo come team manager, prima nella squadra ufficiale Yamaha-Marlboro vincendo 6 titoli mondiali poi, dal 1992 al 1995, alla Cagiva. Agostini è stato il primo pilota del motociclismo internazionale a gestirsi in modo programmato e scientifico sul piano fisico e mentale, capace anche di promuovere la propria immagine a livello manageriale, avviando professionalmente l’era dello sponsoring, una rivoluzione e un bene per l’intero comparto del Motorsport.

LE QUALITÀ TECNICHE DI AGOSTINI

—   Personaggio pubblico di forte appeal e capace di “bucare lo schermo”, Agostini diventa protagonista anche fuori dal mondo delle corse per i flirt e il gossip nei rotocalchi rosa interpretando anche fotoromanzi e film di discutibile qualità ma con buon successo di cassetta, nonché valido testimonial di aziende importanti. Tutto qui? No. Agostini non è stato “solo” il pilota più vincente di sempre, Agostini è stato pilota di purissimo talento, raffinato tecnicamente, di impareggiabile efficacia nella messa a punto del mezzo, nel tempo sul giro, nel saper costruire a tavolino il trionfo. “Un corridore scientifico” diceva di lui il capo del reparto corse MV, Arturo Magni, l’uomo che aveva avuto in squadra fenomeni quali Graham, Surtees, Hocking, Hailwood, Ubbiali, Provini, Read. Un ragazzo dal viso d’angelo ma implacabile, con l’obiettivo della vittoria assoluta sempre e comunque, ossessivamente pignolo — nel cercare quel qualcosina di più nel mezzo, nel lavoro della sua squadra e in se stesso — che poi faceva in corsa la differenza, capace anche di gran fiuto nel “cambiare cavallo” al momento giusto, non guardando in faccia nessuno, teso solo al massimo risultato agonistico ed economico. Agostini è stato il primo centauro a capire e attuare l’efficacia strategica dell’immagine, della comunicazione, del marketing, dello sponsoring anticipando i tempi, proiettando quel motociclismo del Continental Circus con piloti pieni di passione e dalle tasche vuote, spesso ammaccati per le cadute, in una nuova dimensione fino all’odierno motociclismo show-business, dorato ma non privo di finzioni, sbavature ed eccessi. Definire Agostini un mito è anche banale: è stato il corridore più ammirato e amato, non solo della sua epoca. Forse più ammirato che amato Agostini, perché, si sa, chi vince tanto e chi gode di tanta fortuna accende invidie e prima o poi stanca, come se vincere fosse un facile obbligo.

AGOSTINI RIVOLUZIONARIO

—   Al di là dei titoli conquistati e delle gare vinte — o per meglio dire assieme al suo glorioso palmares — ad Agostini va il merito di aver scosso il motociclismo in tutta la sua struttura, un motociclismo statico che tirava avanti vivendo sugli allori. Acquisendo autorevolezza basata sui risultati, Agostini ha dato un impulso decisivo spingendo le corse verso nuovi orizzonti. Così Agostini è il prototipo del corridore-star. È il corridore carismatico, il pilota che in pista prende applausi per la sua classe (spesso ha come unico avversario il cronometro e lui batte i suoi stessi record dimostrando anche così che non era solamente la moto a vincere) anche quando inanella vittorie su vittorie in assenza di avversari competitivi perché privi della moto “giusta”. Grazie ad Agostini, il motociclismo acquisterà nuova forza e consapevolezza, gli stessi piloti riusciranno a far valere con maggiore consistenza i loro diritti battendosi con alterna fortuna per diarie e ingaggi più decorosi e per la sicurezza dei circuiti. È anche (o soprattutto) grazie alla spinta della nuova immagine prodotta da Agostini “campione-personaggio” — un motociclismo dove sangue e morti diventano l’eccezione e non più la regola — che entreranno poi nel Circus le grandi televisioni con le dirette, quindi i grandi sponsor, i nuovi circuiti con livelli di sicurezza mai raggiunti prima.

L’ATTEGGIAMENTO DI AGOSTINI

—   Comunque, Agostini, pur pieno di corone e coppe, nei box spartani di quei tempi attorniato di meccanici, giornalisti, belle donne, fan, era in pista e nell’ambiente delle corse un primus inter pares, se non altro per come lui rispettava tutti i suoi avversari e per come i suoi avversari rispettavano lui. Tutto era iniziato davvero 59 anni fa, quel 27 maggio 1962 nella corsa in salita Bologna-San Luca, con quella prima memorabile vittoria di Agostini non ancora ventenne in sella al 175 Settebello Morini privat: da lì l’aquilotto di Lovere prende il volo e in Italia diventa Mino e dopo il primo trionfo iridato del 24 aprile 1965 al Nurburgring con la MV Agusta 350, nel mondo diventa per tutti, Ago. Tanti auguri, Giacomo!

Fonte: https://www.gazzetta.it/Moto/16-06-2021/motomondiale-buon-compleanno-giacomo-agostini-storia-piu-vincente-4101978455811.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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