Da Pryce a Van Beveren e Quintanilla: è caccia a Brabec

Da Pryce a Van Beveren e Quintanilla: è caccia a Brabec

Trentadue anni dopo Gilles Lalay, trionfatore dell’edizione 1989, una Honda si presenterà al via della Dakar con il numero 1 sul cupolino: è quella dell’americano Ricky Brabec, che lo scorso anno ha interrotto il dominio della Ktm che durava dal 2001, quando Fabrizio Meoni conquistò il primo dei suoi due successi nel rally raid più duro al mondo. Era stata vicina diversa volte ad abdicare al trono, la Ktm, nelle ultime edizioni, ma alla fine sul gradino più alto del podio è sempre salito uno dei piloti di Mattighofen, fino a quando lo scorso anno, esordio della Dakar in Arabia Saudita, a vincere è stato il californiano Brabec davanti all’Husqvarna del cileno Pablo Quintanilla e alla Ktm dell’australiano Toby Price, già re delle edizioni 2016 e 2019. “Vinta una Dakar ne arriva subito un’altra, e la voglia di provare a ripetersi è grande - racconta Brabec collegato via Zoom, come tutti gli altri protagonisti in rispetto del protocollo anti-Covid —. È stato un anno complicato per tutti, la mia fortuna è stata avere come giardino sul retro di casa il deserto, per cui il lockdown non l’ho patito troppo. Ma adesso sono pronto. Siamo una decina che possono vincere questa gara, spero che venga fuori una grande Dakar”.

GOMME E ROADBOOK

—   Sono quattro i vincitori passati che si allineano al nastro di partenza. Oltre a Brabec e Pryce, ecco l’austriaco Matthias Walkner e l’inglese Sam Sunderland in sella alle altre Ktm ufficiali, il cui schieramento è completato dal debuttante australiano Sam Sanders. Tra le grandi novità tecniche dell’edizione 2021, le sole sei gomme posteriori utilizzabili per l’intero rally da parte dei piloti di punta, il divieto di effettuare riparazioni meccaniche durante il rifornimento, l’obbligo di usare giacca con air-bag e il roadbook che dopo l’esperimento 2020 sarà consegnato a tutti solo 20’ prima del via. “A me le gomme contingentate non piacciono troppe, ma non credo che questo ci rallenterà troppo, anche se la strategia diventerà cruciale” spiega Brabec. “Il roadbook consegnato prima del via della speciale lo scorso anno ha funzionato, se prima perdevamo 3-4 ore il pomeriggio a preparare la tappa del giorno dopo, ora anche per noi sarà più semplice” spiega Pryce, che assieme a Brabec è uno dei grandi favoriti alla vittoria finale della corsa che partirà il 3 gennaio da Jeddah per concludersi sempre sulle sponde del mar Rosso il 15 dopo 7.646 km, dei quali 4.767 cronometrati.

DECISIONI DIFFICILI

—   Per molti, essere al via dell’edizione 2021 ha implicato una dura battaglia con se stessi. Come per Adrien van Beveren, il leader della Yamaha, che lo scorso anno era caduto malamente al via della terza tappa infortunandosi seriamente alla testa. “E quella caduta mi ha posto per la prima volta dei dubbi se continuare a correre o meno. Ma ho deciso di tornare, e l’ho fatto con l’intenzione di essere il miglior Adrien possibile” spiega. Molto più complicata la scelta di Joaquim Rodrigues, che lo scorso anno aveva come compagno di squadra nel team Hero il cognato Paulo Gonçalves, morto durante la 7a tappa in seguito a una caduta: “Dopo la sua morte sono entrato in depressione — spiega Rodrigues —, e se oggi sono qui è solo per onorare la sua memoria, per provare a uscire da questo buco nero. C’è voluto tanto tempo prima di riuscire a tornare in moto e quando ci sono riuscito è stata una sensazione molto strana. Come tornare qui e vedere lo stadio da dover eravamo partiti un anno fa. Sarà molto dura per me, ma ci proverò”.

LOTTA CONTRO IL TEMPO

—   Così come sarà dura per Laia Sanz, da anni in assoluto la miglior interprete al femminile della Dakar. Lo scorso anno la catalana, che ha debuttato nel 2011 e ha finora sempre concluso tutte le prove, ha corso gran parte della gara con un problema al polso per una lesione al tendine, ma i guai non sono finiti. “Perché durante il lockdown ho contratto la malattia di Lyme, un’infezione causata dalle zecche — racconta la portacolori della Gas Gas — e recuperare è stata dura. Non sono nella condizione migliore, ma vediamo come mi troverò mano a mano che la gara entrerà nel vivo”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Moto/30-12-2020/da-pryce-van-beveren-quintanilla-caccia-brabec-3902091341295.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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