“Marc, guarda i dati...“: ecco perché Marquez e Honda ora sono ottimisti

“Marc, guarda i dati...“: ecco perché Marquez e Honda ora sono ottimisti

Il numero di cadute al Bugatti di Le Mans la dice lunga sulle insidie di una MotoGP frenetica insidiata dal vento battente su una pista prima asciutta ma minacciata da nuvoloni neri, poi invasa da scrosci d’acqua, infine umida ma baciata da un raggio di sole: condizioni limite dove, complice anche la scommessa del flag-to-flag attorno al 5° giro, è un terno al lotto girare forte senza commettere errori. Comunque tanto di cappello a Miller e a Zarco protagonisti di una corsa superba che ha dato alla Casa di Borgo Panigale (“La Ducati migliore di sempre” ha commentato l’australiano al suo secondo successo consecutivo) una gran doppietta e alla Yamaha la leadership in campionato con Quartararo “ragioniere”, per la prima volta sul podio con il bagnato. Vale oro, o meglio “argento” visto il secondo posto nel Mondiale, la quarta piazza di Bagnaia, autore di un inseguimento-monstre, ventesimo al termine del primo giro.

COSA NON DICE LA CLASSIFICA

—   L’ordine d’arrivo è scritto e quello vale. Ma i tempi fatti segnare nei primi passaggi sull’asciutto con gomme slick disegnano un quadro di competitività, almeno sul giro, diverso dalla classifica finale. Il più veloce è stato Quartararo (1’33’’048 al secondo giro) seguito da Viñales (secondo giro: 1’33’’108), da Rins (terzo giro 1’33”154), da Marquez (terzo giro 1’33”427), da Nakagami (secondo giro 1’33”506), da Miller (terzo giro 1’33”609), da P. Espargaro (terzo giro 1’33”643), da Zarco (terzo giro 1’33”750), da Mir (secondo giro 1’33”750), da Oliveira (secondo giro 1’33”753). Per capire le differenze basta vedere il miglior tempo di Rossi: 1’34”077 (terzo giro), oltre un secondo più lento di Quartararo, a conferma delle sue difficoltà.

SORRISI ATTORNO A MARQUEZ

—   Discorso a parte per Marc Marquez, protagonista di una corsa iniziata alla grande ma finita sul ghiaione. L’otto volte campione del Mondo non figura in classifica perché vittima di due cadute, dopo le precedenti scivolate in prova e nel warm up. Competitivo all’inizio sull’asciutto, Marc dimostrava poi sul bagnato di poter prendere in mano le redini della corsa, evidentemente grazie al suo talento e a una guida più dolce, affaticando meno il braccio destro infortunato e gravato dagli interventi chirurgici. Comunque, dopo il flag-to-flag (pilota e squadra perfetti nel cambio moto) il fuoriclasse della Honda tornava in testa, come ai bei tempi, ma all’ottavo giro finiva gambe all’aria cambiando volto e sostanza alla corsa. Tornato in pista e protagonista di uno straordinario inseguimento – da ultimo fin sotto la top ten – al 18esimo giro incappava in un secondo capitombolo. Rialzato ancora il suo bolide tornando in pista 19esimo e lanciandosi di nuovo in un inseguimento che lo portava a superare uno dopo l’altro 9 avversari girando su tempi straordinari. Davvero un’opera d’arte, una prova di forza. Mancano ancora 10 giri al termine di quella che può diventare una nuova impresa, l’ennesima di Marquez. Poi, infilato con apparente disinvoltura anche Rossi e Viñales, torna ad abbracciare l’asfalto. “Stavo pensando di rientrare al box e mettere le slick” dirà dopo Marc. La corsa finisce qui. Marquez all’inizio era molto demoralizzato, poi, accertatosi di non aver subìto nuovi danni fisici dalle cadute, a Marquez è stata proposta dai suoi tecnici la telemetria: e analizzando nel suo box i tempi sul giro, allo spagnolo (e al suo staff) è tornato il sorriso. Dopo la prima caduta e dopo il rientro in pista all’ottavo giro (2’42.524 contro l’1’46.786 di Miller), Marc compie i 9 giri successivi “volando”: 9° giro (1’47.916 contro 1’48.621 di Miller e l’1’48.843 di Rossi); 10° giro (1’46.753 contro 1’47.309 di Miller e l’1’48.003 di Rossi); 11° giro (1’45.444 contro 1’45.560 di Miller e l’1’48.221 di Rossi); 12° giro (1’45.582 contro 1’46.241 di Miller e l’1’47.666 di Rossi); 13° giro (1’44.942 contro l’1’46.556 di Miller e l’1’47.664 di Rossi); 14° giro (1’44.613 contro 1’45.935 di Miller e l’1’46.864 di rossi); 15° giro (1’44.414 contro 1’46.120 di Miller e l’1.46.641 di Rossi); 16° giro (1’44.492 contro l’1’45.645 di Miller e l’1’46.256 di Rossi); 17° giro (1’43.623 contro l’1’44.932 di Miller e l’1’45.824 di Rossi).

LA MORALE DELLA FAVOLA

—   Che dire? Vista dal divano, l’otto volte campione del mondo ha sprecato una grande occasione. Visti i tempi sul giro e come si stavano mettendo le cose in pista fino al secondo crash del 18° round, si può dire che fino a che Marquez sta in piedi (cioè in pista) fa un altro mestiere dimostrando nei fatti di non essere poi così diverso da quando dominava, prima della nota caduta di Jerez 2020 e del successivo calvario. In poche parole Marc Marquez è tornato (quasi) quello di prima. Anche stavolta si può criticare il box HRC per non aver fatto “rallentare” Marquez? Un cavallo di razza non si ferma con la tabella nel momento del gran galoppo, pare abbiano sussurrato nel box i responsabili. È un fatto che, girando su quei tempi, l’asso di Cervera si “trovava bene”, altrimenti – come avvenuto nelle prime gare stagionali al suo rientro – non avrebbe rischiato. Preso quel ritmo, Marquez lo ha tenuto in modo costante e lineare, senza svarioni, come dimostra la telemetria. E le cadute? Con quei tempi-limite il rischio aumenta. Ma un conto è cadere girando forte, un conto è cadere girando piano.

OTTIMISMO HONDA

—   In HRC, smaltita velocemente la delusione, c’è di nuovo aria di ottimismo perché il “loro” campione è tornato a girare in testa alla corsa riportando la sua Honda davanti a quelle dei suoi compagni di squadra. E adesso? Dopo i primi cinque round, Marc Marquez si trova in classifica con un magro bottino: 17esimo con 16 punti contro gli 80 del leader Quartararo. Con 17 round davanti, la strada è ancora lunga ma assai polverosa e piena di insidie.A Marc servono urgentemente punti, risultati. Il Mugello è già qui, circuito dove Marquez ha ottenuto in MotoGP “solo” una vittoria (2014) e due secondi posti (2015 e 2019). A Marc serve un grande risultato per non perdere l’ultimo treno Mondiale. Comunque vada, al fuoriclasse spagnolo non mancheranno occasioni per tornare sul podio e anche sul gradino più alto. Potrebbe essere lui l’outsider, il terzo incomodo per premiare o rovinare la festa a qualcuno.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/17-05-2021/motogp-perche-marc-marquez-ha-sorriso-aver-visto-telemetria-le-mans-4101096290108.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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