Motociclismo in lutto: è morto Reinhold Roth. Era in coma vegetativo da 31 anni

Motociclismo in lutto: è morto Reinhold Roth. Era in coma vegetativo da 31 anni

Se ne è andato all’età di 68 anni Reinhold Roth, due volte vice-Campione del mondo della 250, vincitore di tre Gran Premi (Le Mans 1987, Assen e Brno 1989), 15 volte sul podio, 2 pole position, pilota protagonista del motomondiale per più di un decennio, dal 1979 al 1990, fra i più amati, audaci e sfortunati di sempre.

L’INCIDENTE

—   L’appuntamento con il destino, per Reinhold Roth, avveniva il 17 giugno 1990, nel corso del GP di Jugoslavia, settimo round di un motomondiale particolarmente infuocato nella classe 250. Sul tracciato di Rjeca, tecnicamente superbo e spettacolare quanto infido, a tre giri dal termine della combattutissima gara della quarto di litro, aveva iniziato a piovigginare e Roth, in lotta per il podio in un gruppetto di sette indemoniati, dove fra gli altri c’era Luca Cadalora, causa scarsa visibilità, impattò a gran velocità con Darren Milner, un pilota doppiato che aveva bruscamente rallentato, finendo malamente a terra con la sua Honda HB ufficiale. Soccorso in ritardo e maldestramente (nel we del GP ci furono oltre 120 cadute con molti feriti e fu anche quella la causa che portò alla cancellazione del circuito di Grobnik dal Motomondiale), rimasto esanime sull’asfalto per 8 minuti senza ossigeno, Reinhold apparse subito in gravi condizioni riportando un trauma cerebrale, la frattura della spina dorsale e di altre parti del corpo. Dopo essere uscito dal coma 70 giorni passato l’incidente, Roth rimase emiplegico, cioè in stato di coma vegetativo per tutta la sua vita, fino alla fine, sempre assistito da sua moglie e dai suoi più intimi amici.

GLI INIZI E I MONDIALI SFIORATI

—   Chi era Reinhold Roth? Era nato il 4 marzo 1953 ad Amtzell, un piccolo comune collinare nel land tedesco del Baden-Wurttemberg di poco più di 3000 abitanti dediti all’agricoltura e poi al turismo grazie alle montagne circostanti. È qui che si avvicinò allo sci, sport a cui sin da bambino si era dedicato Reinhold, poi preso dalla bicicletta da cross e, passati i 15 anni, dalla passione per la motocicletta, prima il fuoristrada, e infine le corse di velocità. Il giovane centauro si mette subito in evidenza nelle gare nazionali passando, dal 1979, nel Motomondiale, particolarmente nelle 250 (su Yamaha e su Honda) e 350 (su Yamaha) con puntate anche nella 500, nelle stagioni 1982 (su Suzuki) e 1984 (su Honda). Dopo il 1982, stagione in cui si laurea campione europeo della 250, si butta nel giro iridato a tempo pieno prima con la bicilindrica della Casa dei tre diapason, poi dal 1987 con la Honda, con la quale diventa due volte vice campione del mondo (1987 e 1989) con le tre vittorie ricordate nei GP di Francia, Olanda e Cecoslovacchia. Erano stagioni difficili, specie nella duemmezzo, con moto particolarmente competitive e sullo stesso livello e con grandi piloti in pista, fra cui Kocinski, Cadalora, Reggiani, Pirovano, Ricci, Vitali, Matteoni, Caracchi, Lucchi, Mang, Roth, Lavado, Bradl, Cardus, Zelemberg.

IL PERSONAGGIO

—   Fra le tante corse mozzafiato con Roth protagonista, basta ricordare il GP delle Nazioni 1987 a Monza terminato con una volata-show vinta in fotofinish da Anton Mang su Roth, Sarron, Cornu, Pons Lavado, tutti su Honda meno il venezuelano, su Yamaha. Reinhold Roth era un duro in pista, un vero mastino che aveva più volte gettato al vento vittorie certe per eccesso di … combattività. A quei tempi cadevano tutti ma lui cadeva più degli altri. Faccia da duro, accentuata dai capelli che “perdeva come gli anni” – diceva spesso Reinhold – si trasformava fuori dalla pista, buono, anche troppo, sempre disponibile ad aiutare, specie l’ultimo corridore arrivato nel Circus. Nonostante la giovane età e anche i buoni risultati che gli produssero anche contratti da poter vivere agiatamente, Reinhold manteneva il viso accigliato. Perché? “Anche il leone prima dell’attacco ha il viso corrucciato” – rispondeva. Elmuth amava particolarmente l’Italia, per i suoi grandi campioni e le sue grandi Case che avevano fatto la storia del motociclismo: sapeva tutto dei nostri piloti e delle moto da corsa delle Case “tricolori”. Ed era sereno quando visitava la costa adriatica, specie quella romagnola, dove amava trascorrere giornate in festa con la sua famiglia e i tanti amici italiani che oggi lo rimpiangono e lo ricordano con affetto. Ciao, Elmuth!

Fonte: https://www.gazzetta.it/Moto/16-10-2021/morto-reinhold-roth-era-coma-31-anni-4201855043332.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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