MotoGP, ben 278 cadute nel Mondiale 2021: ecco chi ne ha fatte di più

MotoGP, ben 278 cadute nel Mondiale 2021: ecco chi ne ha fatte di più

Le 278 cadute fatte dai piloti MotoGP nei 18 round della stagione 2021 non sono un record, ma pur sempre un segnale d’allarme che conferma il rischio delle corse e anche la difficoltà di portare al limite questi bolidi. Al contempo, il fatto che fra tante cadute nessuna abbia avuto esiti mortali e neppure conseguenze gravi, dimostra che i passi avanti fatti sulla sicurezza incidono nel rendere i ‘crash’ assai meno drammatici e meno traumatici, anche se incidono sul morale di piloti e team e sulle classifiche di gare e campionati.

SERVE EQUILIBRIO

—   Stiamo parlando della MotoGP, la categoria number one del motomondiale dove niente è lasciato al caso, dove la professionalità e le tecnologie sono al top, dove i piloti sono tutti campioni rodati, di grande qualità ed esperienza, ma al contempo dove le moto 4 tempi 4 cilindri di 1000 cc sono esasperate tecnicamente, con elettronica e materiali iper raffinati, con peso del mezzo sotto i 160 kg, potenze che sfiorano i 300 CV, velocità di punta sui 360 km/h, accelerazioni 0-100 in poco più di due secondi. Per la competitività e la vittoria finale, oltre alla qualità del pilota, contano l’equilibrio del mezzo, l’utilizzo della potenza attraverso il supporto decisivo dell’elettronica, la moto “salda” sull’avantreno in frenata, inserimento, percorrenza e uscita curva, su tutto, la gestione delle gomme.

LA MOTO3 E LE REGOLE

—   Anche nelle altre due categorie iridate, Moto 2 e Moto3, ovviamente avvengono incidenti e cadute e anzi proprio nella categoria “minore” le conseguenze sono a volte più gravi, addirittura come successo anche nel 2021, anche mortali. La Moto3 è diventata un “mucchio selvaggio”, piena di contatti, entrate disperate, zig-zag, chiusure “assassine” dell’acceleratore anti scia e incidenti: una corrida. Ciò produce spettacolo ma anche incidenti che addirittura finiscono in tragedia. Le regole c’erano e ci sono, ultimamente sono state anche riviste per imporre una più forte disciplina che però stenta a tradursi in qualifica e in corsa. Insomma, le regole esistono ma spetta ai controllori farle rispettare, sempre, senza indulgenza, senza eccezioni: ogni azione non regolare va sanzionata con punizioni proporzionate, fino a lasciar fuori chi continua a trasgredire. In Moto3 non si può andare avanti con una logica assolutoria perché la categoria è una palestra per le giovani leve in formazione ed è propedeutica per i comportamenti in pista, oggi nella categoria di ingresso del Mondiale, successivamente in Moto 2 e anche in MotoGP. “I “leoncini” della Moto3 devono imparare a gareggiare, ma soprattutto apprendere l’etica di come ci si comporta nella lotta delle corse, perché il circuito non è una “zona franca”, anzi è un posto dove il rischio è elevato. La storia è, o dovrebbe essere, maestra. Oggi, anche nello sport, si tende a non dar peso al passato, addirittura cancellandolo.

MEDIA COSTANTE

—   In oltre 70 anni di Motomondiale, il numero degli incidenti si è perduto (comunque ben oltre 10.000!) mentre quello dei piloti deceduti ha superato quota 150 (15 italiani), cifra almeno da raddoppiare tenendo conto delle corse nazionali e di seconda categoria. Nell’ultimo decennio c’è una media di costante cadute nelle gare iridate: circa mille a stagione. Nell’anomalo campionato 2020 con solo 15 round (14 per la MotoGP) ci sono state 722 cadute: 971 nel 2019 con 19 GP e 1077 nel 2018 sempre con 19 round. Le cadute si equivalgono nelle tre categorie anche se la Moto3 detiene il record pro capite con Booth-Amos (22 cadute nel 2019 sulle 404 stagionali della classe cadetta) e Gabriel Rodrigo 18 cadute nel 2020.

RECORD DI LECUONA

—   Ma torniamo alla MotoGP 2021 con le 278 cadute in 18 weekend di gare e con il non ambito record stagionale del 21enne Iker Lecuona (Ktm), andato a terra ben 26 volte (sei ritiri in 18 gare, nessun podio, miglior prestazione 6° in Austria, 20° posto finale), quattro volte di più di Marc Marquez (22 cadute), assente però in quattro gare, le prime due e le ultime due, e comunque gran protagonista, pur non ancora fisicamente a posto, con tre vittorie e un secondo posto. Il record personale di cadute di Marquez risale alla stagione 2017: 27 cadute in 18 weekend di gare con coefficiente di 1,50 scivolate per GP contro coefficiente di 1,57 scivolate per we nel 2021. Marquez, oltre che grande campione trionfatore di gare e di campionati, dalla sua prima stagione in MotoGP ha sempre guidato anche la classifica dei … “cascadeur” oltre ad aver saputo salvarsi da cadute quando era già praticamente a terra, con una capacità felina o da straordinario acrobata. Gli strascichi dell’infortunio al braccio destro hanno però tolto (almeno in parte) a Marc questa capacità di salvataggi in extremis, tant’è che fin quasi alla fine del campionato 2021 era lui in testa nelle classifiche dei “voli”. Permanendo questo stato di forte difficoltà fisica è giunto per Marquez il momento di cambiare stile o, addirittura, di cambiare modo di correre, con minor irruenza? “Questa è una situazione estrema che non avevo mai vissuto prima– dice il super asso di Cervera – Tante cadute, anche se la metà di queste, prima dell’incidente le avrei salvate. Ora, date le mie attuali condizioni fisiche, quel tipo di salvataggi è difficile. La cosa più facile sarebbe tagliare il gas, andare più piano, ma questo non è il mio stile, non è il mio modo di intendere e fare le corse. Se non posso cadere, non scendo in pista”. Insomma, adesso Marquez non è più in grado di salvare tutte le cadute, come sapeva e poteva fare in passato. Ma cadere così tanto anche in questa sua stagione anomala e ridotta è tutta colpa di Marc?

TANTE HONDA A TERRA

—   Analizzando i dati, non pare proprio. Nella poco ambita classifica delle cadute dei piloti MotoGP 2021 ai primi quattro posti ci sono ben tre piloti Honda: oltre a Marquez (secondo a quota 22), al terzo posto c’è Pol Espargaro (20 cadute), al quarto posto c’è Aleix Marquez (19 cadute) e nella top ten, all’ottavo posto c’è Takaaki Nakagami (12 cadute). Insomma, quattro piloti Honda con più cadute fra i primi otto. Torneremo per approfondire sul piano tecnico la questione ma è fuori dubbio che i dati dicono quanto precario sia stato l’equilibro delle MotoGP dell’Ala dorata usate in questa stagione e, comunque, quanto i piloti-Honda, a cominciare da Marc Marquez, abbiano dovuto tirar fuori tutto e di più, per sopperire con il manico ai limiti di competitività delle loro moto. Problemi, comunque, anche per i piloti Ducati – moto di gran potenza e gran velocità ma assai difficile nella guida al limite – dato che Bastianini si trova al sesto posto (15 cadute), Martin al settimo posto (14 cadute), Miller all’ottavo posto (12) con gli altri più staccati – quindi messi meglio – Zarco 12° (10 cadute), Marini 15° (9), Bagnaia 19° (7). In questo caso, evidentemente, Bagnaia è stato il pilota Ducati con il maggior feeling, capace di portare al limite (e oltre) la sua Rossa con risultati eccellenti che, senza il k.o. di Misano 2, lo avrebbero forse portato a giocarsi il titolo fino alla fine. Questa particolare classifica sulle cadute è la cartina del tornasole anche della facilità di altre moto, magari meno potenti e veloci, ma più equilibrate. È il caso di Yamaha con i suoi piloti poche volte a terra: Rossi (15°) il “peggiore” con 9 cadute, Quartararo (19°) con 7 cadute, Dixon (23°) con 2 e Morbidelli (23°) due cadute, Gerloff (27°) 1 caduta e Dovizioso (29°) zero cadute. Per questi ultimi piloti delle M1 contano le poche gare disputate. Nella speciale classifica delle cadute dei costruttori nel 2021, la Honda è in testa (75 cadute, 27%), poi Ducati (72 cadute, 26%), Ktm (58, 21%), Aprilia (32, 11,5%), Yamaha (21, 7,5%), Suzuki (20, 7%).

MOTOGP, CLASSIFICA CADUTE PILOTI 2021

—   Ecco la classifica delle cadute dei piloti MotoGP nella stagione 2021

  1. Iker Lecuona (KTM) 26
  2. Marc Marquez (Honda) 22
  3. Pol Espargaro (Honda) 20
  4. Alex Marquez (Honda) 19
  5. Aleix Espargaro (Aprilia) 18
  6. Enea Bastianini (Ducati) 15
  7. Jorge Martin (Ducati) 14
  8. Jack Miller (Ducati) 12
  9. Takaaki Nakagami (Honda) 12
  10. Miguel Oliveira (KTM) 12
  11. Alex Rins (Suzuki) 12
  12. Danilo Petrucci (KTM) 10
  13. Lorenzo Savadori (Aprilia) 10
  14. Johann Zarco (Ducati) 10
  15. Valentino Rossi (Yamaha) 9
  16. Brad Binder (KTM) 9
  17. Luca Marini (Ducati) 9
  18. Joan Mir (Suzuki) 8
  19. Pecco Bagnaia (Ducati) 7
  20. Fabio Quartararo (Yamaha) 7
  21. Maverick Viñales (Aprilia) 4
  22. Michele Pirro (Ducati) 3
  23. Stefan Bradl (Honda) 2
  24. Jake Dixon (Yamaha) 2
  25. Franco Morbidelli (Yamaha) 2
  26. Tito Rabat (Ducati) 2
  27. Garrett Gerloff (Yamaha) 1
  28. Dani Pedrosa (KTM) 1
  29. Sylvain Guintoli (Suzuki) 0
  30. Andrea Dovizioso (Yamaha) 0
  31. Cal Crutchlow (Yamaha) 0

MOTOGP, CLASSIFICA CADUTE MOTO 2021

—   Ecco la classifica delle cadute dei piloti nel 2021 in base alle moto

  1. Honda 75 (27%)
  2. Ducati 72 (26%)
  3. KTM 58 (21%)
  4. Aprilia 32 (11,5%)
  5. Yamaha 21 (7,5%)
  6. Suzuki 20 (7%)

Fonte: https://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/27-11-2021/motogp-278-cadute-2021-ecco-chi-ne-ha-fatte-piu-430153643060.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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