Motomondiale: Zarco re delle cadute, ma il k.o. del 2020 è di Marquez

Motomondiale: Zarco re delle cadute, ma il k.o. del 2020 è di Marquez

JOHANN VINCE QUESTA PARTICOLARE CLASSIFICA CON 15 SCIVOLATE, SEGUITO DA ALEX MARQUEZ E ALEIX ESPARGARÒ, MA QUELLA DI MARC RIMANE “LA CADUTA DELL’ANNO”. DANIEL E RODRIGO PRIMI IN MOTO2 E MOTO3

Il numero complessivo delle cadute del Motomondiale resta alto (722) anche nell’anomalo campionato 2020 con solo 15 round (14 per la MotoGP) rispetto ai 19 GP del 2019 e del 2018 in cui le cadute furono rispettivamente 971 e 1077. La media di incidenti per ogni week end è in aumento in MotoGP (12,8 quest’anno contro gli 11,6 del 2019) e in Moto2 (19,4 quest’anno contro i 18,3 dello scorso anno) mentre è in forte diminuzione in Moto3 con una media di 16,6 contro le 21,3 del 2019.

LE CADUTE IN MOTOGP

—   Per fortuna quest’anno non c’è stata nessuna caduta mortale, anche se l’incidente nella spettacolare gara d’esordio a Jerez è costato caro a Marc Marquez, costretto a dare forfait per tutta la stagione con addirittura interrogativi sul 2021. Per gli amanti delle statistiche va ricordato che Marquez era andato a terra 14 volte nel 2019, 23 volte nel 2018, addizionando in carriera dal 2013 al 2017 ben 83 voli per un totale record di 106! Nello specifico, in MotoGP la medaglia di latta del record negativo va a Johann Zarco (15 cadute, due in meno del 2019) seguito dal rookie Alex Marquez (14 cadute) e da Aleix Espargarò (12). Quindi 11 cadute per Lecuona, 10 per Binder e Pol Espargarò, così come per Bradley Smith. Chi ha salvaguardato meglio carena e tuta è stato Danilo Petrucci, a terra solo due volte, così come il già citato Marquez, però con le pesanti conseguenze.

MOTO2 E MOTO3

—   In Moto2 record negativo per Kasma Daniel (20 volte a terra) seguito da Navarro (19) e Lowes (14). L’iridato Bastianini 5 volte, così come Martin. Una sola caduta, invece, per Bendsneyder. In Moto3 Gabriel Rodrigo batte tutti con 18 cadute (nel 2019 il gallese Booth-Amos aveva collezionato 22 cadute sulle 404 stagionali della classe cadetta) seguito da Lopez (15), Vietti (14), Suzuki e Toba (13). Solamente tre volte a terra il vice iridato Arbolino, un gran combattente impropriamente definito cascadeur. Per il secondo anno consecutivo la palma di circuito meno sicuro va al Bugatti di Le Mans, con il record di 100 cadute (90 nel 2019). Colpa, soprattutto, del meteo avverso che ha reso l’asfalto del circuito francese particolarmente critico.

FATTORE UMANO

—   I numeri delle cadute, tenendo conto del campionato 2020 “accorciato”, sono sostanzialmente in linea con quelli dell’ultimo decennio: circa mille cadute a stagione. Forse è questo il tetto su cui si è attestato il Motomondiale. Le cadute, come noto, sono da sempre una componente non eliminabile nel motociclismo, anche se le conseguenze sono molto meno traumatiche del passato. Un passato ricco di gloria ma anche segnato da incidenti gravissimi e da tanti lutti. La sicurezza ha fatto passi da gigante nel motociclismo show-business che punta su corse combattute e roventi in pista ma aborrisce i gravi incidenti che causano defezioni come quest’anno è accaduto con la pesante caduta di Marquez, togliendo un protagonista, in questo caso il dominatore MotoGP degli ultimi anni, quindi diminuendo la qualità del campionato e lo spettacolo in pista. Resta il fatto che le cadute sono una componente delle corse, uno degli ingredienti di fascino comunque non eliminabili. Si può fare ancora molto per la sicurezza delle piste e delle moto ma nel motociclismo l’annullamento del pericolo è una utopia perché c’è l’imponderabile legato all’errore umano, all’incidente meccanico, alla sorte non sempre favorevole. La storia del motociclismo insegna e ammonisce.

1 dicembre - 17:17

Fonte: https://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/01-12-2020/motomondiale-zarco-re-cadute-ma-ko-2020-marquez-3901284347847.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
Valutazione: