Puig, torta agrodolce: 54 anni fra il caso Marquez e un 2021 di incognite

Puig, torta agrodolce: 54 anni fra il caso Marquez e  un  2021 di incognite

Compleanno agrodolce per Alberto Puig, l’ex pilota e ora manager della Honda Hrc, che compie 54 anni. Il suo team lo celebra con un tweet in cui ricorda il suo ruolo attuale, gestore in pista della squadra di Tokyo in MotoGP, e i trascorsi da pilota, primo spagnolo a vincere il GP di Casa della top class, nel 1995 in 500 a Jerez.

PILOTA E MANAGER

  Torta di compleanno per questo personaggio capace, ruvido e brusco, che prima di passare al timone dell’Hrc ha avuto intuito nel portare in Honda piloti come Casey Stoner e Dani Pedrosa, di cui è stato pure manager, e che per Tokyo è stato anche supervisore dell’Asia Talent Cup, formidabile bacino di talenti del mercato orientale. Prima di passare al muretto, Puig da pilota ha corso nel motomondiale dal 1987 al 1997 fra 250 e 500, collezionando una vittoria e 9 podi complessivi, lottando anche per il titolo nel 1995, prima di un terribile incidente a Le Mans: una caduta in qualifica in cui riportò una frattura scomposta di tibia e perone e una lesione del nervo sciatico che, nonostante le molte operazioni — una ventina — lo costringono tuttora a una vistosa zoppia.

IL CASO-MARQUEZ

  Duro e spigoloso, Alberto Puig nella stagione passata si è trovato a gestire il caso-Marquez: l’infortunio di Marc, 8 volte iridato, che dopo essere caduto nel primo GP della stagione a Jerez e aver riportato la frattura dell’omero del braccio destro ha iniziato un calvario di cui non si intravede ancora la fine. Ricordiamo i passi principali: Marquez cade nel primo GP, a Jerez, si rompe l’omero del braccio destro, si opera dal dottor Xavier Mir a Barcellona e dopo solo 4 giorni torna in pista per provare a correre gara-2 in Andalusia. Si deve arrendere al dolore per poi subire una seconda operazione, il 3 agosto, per rimuovere la placca piegata nello sforzo (“si è danneggiata aprendo una finestra”, raccontò subito lo stesso Puig) e, una terza, il 3 dicembre, ma a Madrid, per una nuova sostituzione della placca con trapianto di osso prelevato dalla cresta iliaca. Nel mezzo, tante voci su un rientro sempre rimandato, palleggi di responsabilità sulla decisione frettolosa di farlo tornare subito in pista per alimentare uno show voluto anche dalla Dorna, fino alla comunicazione Honda del 10 novembre che “Marquez proseguirà il suo recupero, ma non parteciperà al resto della stagione 2020 e punta a tornare a correre nel 2021”.

IL GRANDE AZZARDO

  Nel corso della stagione 2020 l’omertà e i silenzi attorno alle condizioni di Marquez avevano alimentato sospetti sul suo stato di salute. Di base c’è stata la presunzione di considerarlo capace di tornare in sella poche ore dopo l’incidente, con la complicità del responsabile medico della Dorna, il dottor Angel Charte, oltre che dai vertici della Honda, dal presidente Yoshishige Nomura al team manager Alberto Puig, incapaci tutti di porre un fermo “alt” al tentativo di Marc di tornare così velocemente alla sua passione. Alla fine l’ammissione, sia di Marc Marquez (“Non è stato un rischio, ho seguito le raccomandazioni dei medici: mi avevano detto che potevo salire in moto e che la placca non avrebbe ceduto e mi sono fidato”), sia del suo manager, Emilio Alzamora (“Marc non è uno stupido, si è fidato dei medici”) è apparsa più di facciata che di sostanza: i medici sono infatti stati cambiati - la terza operazione Marc l’ha fatta a Madrid dopo altri consulti - e resta la sensazione di un azzardo compiuto sulla pelle del più grande campione di questa era.

L’ULTIMO BOLLETTINO

  Nessuno può fermare un pilota se ha in mente di correre dopo il placet dei medici e Puig, al pari di altri esponenti di peso, non lo ha certo fatto perché l’idea dell’impresa da Superman piaceva a tutti. Ora però i problemi di gestione del team ricadono (anche) su l manager spagnolo, che a meno di due mesi e mezzo dal via della stagione, il 28 marzo in Qatar, ha una formazione che prevede il neo arrivato Pol Espargaro e Stefan Bradl, visto che difficilmente Marc Marquez potrà effettuare i test prestagionali e anche i primi GP del

  1. Situazione quantomeno spinosa, con Andrea Dovizioso alla finestra ove mai il forfeit di Marquez dovesse protrarsi per molti altri mesi. Nell’ultimo comunicato della Honda, del 14 gennaio, il quadro di Marc Marquez viene descritto così: “Il pilota si recato in visita all’ospedale Ruber International di Madrid sei settimane dopo l’intervento dello scorso 3 dicembre per una pseudoartrosi infetta dell’omero destro e la valutazione ha confermato una soddisfacente evoluzione clinica e radiografica. Marquez proseguirà con il trattamento antibiotico specifico e con un programma di recupero funzionale”. Sui tempi di recupero del campione, la cui carriera è al momento in bilico, però resta l’incognita: Puig non ci penserà certo nello spegnere le candeline, ma con un Marquez al top della forma la sua torta di compleanno sarebbe stata di certo più dolce da gustare.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/16-01-2021/motogp-puig-compleanno-agrodolce-il-caso-marquez-2021-dubbi-3902547671359.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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