Razgatlioglu dopo Quartararo: ecco perché Yamaha domina tra le moto

Razgatlioglu dopo Quartararo: ecco perché Yamaha domina tra le moto

Quel che è accaduto ieri in Gara 2 a Donington con Jonathan Rea a terra e Toprak Razgatlioglu superbo vincitore e adesso lepre in classifica generale fa bene alla Sbk, ravvivandola sul piano agonistico e su quello tecnico. Si può dire tutto sulla caduta di Rea che nella gara lunga della domenica pomeriggio era partito con il setting della sua ZX-10RR cambiato e con la gomma SCX, la più soffice (la stessa del suo principale avversario) ma è un fatto che il suo incidente può segnare un punto di svolta.

TESTA A TESTA IN SBK

—   Intendiamoci: il campionato è ancora lungo e resta aperto: principalmente un “affare” fra due soli corridori, il 34enne Rea e il 24enne Razgatlioglu, fra due sole moto, Kawasaki e Yamaha, con la prima costretta da regolamenti farlocchi alla limitazione dei giri motore e conseguentemente a mettere in pista una moto più nervosa, di fatto più difficile da guidare e meno sicura. Ciò non significa che in qualche round non ci saranno altri protagonisti in lotta per la vittoria, a cominciare dai piloti della Ducati. Ma con questo Razgatlioglu (e anche con questa Yamaha), Rea e la Kawasaki non si trovano di fronte gli avversari di sempre, a cominciare dai ducatisti: ieri Bautista e Davies oggi Redding e Rinaldi, tutti validissimi ma di scarsa continuità (per lo più non per propri limiti ma per le caratteristiche tecniche dei loro bolidi), bensì un pilota che con quella moto mena duro sui tempi sul giro, batte sugli stessi tempi per tutta la gara, dimostra una costanza e una maturità tattica e strategica tali da poter puntare alla vittoria in diverse gare e, perché no, anche al Mondiale. Razgatlioglu non è più una bella promessa ma è un fuoriclasse della Sbk, pronto e capace di battersi per la corona iridata delle derivate di serie: pilota giusto su moto giusta.

IL CUORE YAMAHA

—   Campionato chiuso, dunque? Assolutamente no. Il campionato Sbk 2021 è apertissimo e lo si vedrà già dalla prossima gara di Assen: difficilmente avrà una prosecuzione lineare non tanto e non solo per il fatto che ogni gara fa storia a sé (basti pensare alle condizioni meteo) ma perché qui c’è una questione tecnica che — come già accaduto a Donington — può fare la differenza. Senza nulla togliere al gran manico di Razgatlioglu, è stata la sua Yamaha, nelle condizioni di pista di Gara-2, a dargli il supporto decisivo consentendogli di fare la differenza: moto a Donington (e non solo a Donington) assai competitiva come dimostra anche il bel secondo posto di Garrett Gerloff. Soprattutto su piste guidate come quella inglese è fondamentale la gestione equilibrata e redditizia della potenza. Il propulsore Yamaha Sbk (ciò vale sostanzialmente anche per quello della MotoGP) ha un ordine di scoppio diverso da quello delle altre Case — il cosiddetto crossplane — con il limite di una minor potenza in alto (e quindi minor velocità di punta) ma con il pregio di un miglior controllo della trazione nell’erogazione dei cavalli: ciò porta a stressare meno la gomma in curva e in accelerazione, quindi a una minore usura dei pneumatici, consentendo di mantenere bassi i tempi sul giro, senza crollo nel finale.

IL VANTAGGIO SU KAWASAKI

—   Oggi le corse – sia in Sbk che in MotoGP – date le caratteristiche dei circuiti e dato il peso fondamentale dei pneumatici, si vincono non con la maggior potenza e le velocità di punta più alte ma con la qualità dell’erogazione della potenza che si traduce nella costanza del tempo veloce sul giro, possibile solo salvaguardando la gomma, specie quella posteriore. Dopo Donington, si può dire che Rea, secondo in classifica a soli due punti dal suo principale avversario Razgatlioglu, non è più il numero uno, addirittura fuori gioco per il mondiale? Rea è tutt’altro che spacciato. L’asso nordirlandese sa bene quali sono i limiti e i pregi della sua Kawasaki e, caso mai, deve mettere a frutto la lezione di Donington: in certi circuiti, in certe situazioni particolari, il binomio Razgatlioglu-Yamaha è assai competitivo per cui l’eccessivo rischio non vale la candela perché invece di incassare i non pochi punti di un secondo posto porta al ruzzolone e allo zero. Ci sono circuiti dove il binomio Rea-Kawasaki parte favorito e altri dove il favore del pronostico va a Razgatlioglu-Yamaha: non tanto per le qualità dei due piloti, oggi sostanzialmente alla pari, ma per le caratteristiche assai diverse delle loro moto. E Ducati? Fuori dai giochi per il titolo, potrebbe avere con Redding e Rinaldi il ruolo di terzo incomodo, vincendo qualche round e inserendosi fra i due contendenti.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Moto/Superbike/05-07-2021/motogp-sbk-ecco-segreto-motore-yamaha-fabio-quartararo-toprak-razgatlioglu-4102514000848.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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