Rossi verso il Mugello: ecco la sua strategia per il GP Italia

Rossi verso il Mugello: ecco la sua strategia per il GP Italia

Al Mugello le previsioni MotoGP danno “rosso pieno”, cioè vittoria Ducati, anzi trionfo, con un possibile cappotto del tris d’assi dei bolidi di Borgo Panigale: Bagnaia, Miller, Zarco in ordine alfabetico, così è meglio. Ducati con il favore del pronostico per almeno tre motivi: perché qui nelle ultime tre edizioni le rosse hanno vinto (nel 2019 con Petrucci, nel 2018 con Lorenzo, nel 2017 con Dovizioso); perché hanno dominato con Jack Miller e Francesco Bagnaia nel quarto round di Jerez il 2 maggio scorso facendo il bis con Miller nell’ultimo round a Le Mans il 16 maggio; perché il lungo rettifilo della pista toscana è manna dal cielo per i motoroni bolognesi. Miller è il più in palla e punta subito al tris stagionale anche per onorare la conferma appena siglata, in Ducati anche nel 2022.

VALENTINO E IL SUO MUGELLO

—   E Rossi? Rossi sa “dove si passa” al Mugello essendo stata questa la sua pista, con 9 vittorie (la prima nel 1997 con l’Aprilia 125, la seconda nel 1999 con l’Aprilia 250; poi sette volte in MotoGP, la prima nel 2002 su Honda, l’ultima nel 2008 su Yamaha) con l’ultimo podio MotoGP conquistato nel 2018 dopo i tre del 2015, del 2014, del

  1. Ma il campione di Tavullia arriva al Mugello “disarmato”, dopo le prime cinque corse stagionali da dimenticare, 19° in classifica generale con 9 punti, a -71 punti dal leader Quartararo e -70 da Bagnaia. Parliamo di Rossi nella sua peggiore stagione di sempre e che giunge sullo splendido circuito toscano — ancora senza pubblico per le restrizioni legate alla pandemia — in uno stato di confusione tecnica e di indecisione rispetto al suo futuro di pilota. Per Valentino Rossi, tant’è lui dica di no, quello del Mugello di domenica 30 maggio è l’ultimo treno. Non tanto per riagganciare un mondiale che non è più nel mirino ma per restare in pista comunque fra i protagonisti tenendosi aperta la prospettiva (sempre meno probabile) di poter continuare con dignità anche nel 2022.

ROSSI RE SENZA CORONA

—   È davvero difficile pensare che in questi primi cinque round 2021 Valentino si sia divertito. D’altronde, ultimamente, lui stesso lo ha ammesso: «Davanti alle difficoltà mi aggrappo ai bei ricordi quando vincevo 11 gare in stagione». Rossi non tornerà più il Rossi di una volta, quello delle sue fantasiose mattane, il castigamatti che ha inanellato vittorie con una regolarità da sembrare routine, pur restando, sopra i 42 anni, gran manico, ragazzo di spirito e di mente, una “gallina d’oro” per se stesso e per tutto il motociclismo e anche oltre. Paganini non ripete? Ma non ce n’è bisogno perché quel che Rossi doveva dare ha dato e lui nella storia c’è entrato. Al Mugello non serve un Vale svitato né un Vale ragioniere: né d’attacco né di difesa. Non deve ripetersi nel dimostrarsi bravo nel comunicare se stesso e nel nascondersi. Però, c’è sempre un però: anche Valentino Rossi se continua a fare il pilota, deve dimostrarlo in pista, come la storia insegna. Al Mugello Rossi può fare una corsa alla Rossi se fin dal primo turno di prove del venerdì mattina si libera del pensiero fisso di avere una M1 che non tira e non gira come vuole lui e che non va come le altre M1 e come le moto degli avversari. Se si libera mentalmente di tutto quel che non è la sua corsa, se non entra nel ginepraio degli assetti, se si concentra solo ed esclusivamente sul suo passo, su se stesso. È vero: Rossi non deve dimostrare più niente. Ma per come si sono svolti questi primi cinque weekend di gare (su circuiti diversi e in condizioni climatiche diverse) è apparso il contrario, con il Dottore in una altalena inconcludente, fra l’affanno e lo scoramento, fra l’essere impiccato senza far venir fuori i tempi e il mollare la presa anzitempo come se la partita fosse definitivamente persa. Rossi è il re del Mugello. E un re deve dimostrarsi tale anche senza più la corona in testa.

LO STAFF DI ROSSI IN DIFFICOLTÀ

—   Allora? Per Valentino che vuole uscire da questo suo stato negativo il Mugello non è il passaggio migliore non avendo lui, oggi, alcun vantaggio “tecnico”, né come moto né come pilota. Per schiodarsi dai tempi alti e dalle posizioni oltre la top ten altra via non c’è che aprire la manetta del gas e prendersi grandi rischi. Resta la situazione tecnica complicata, fin qui irrisolta perché né Rossi né il suo team hanno ancora trovato il bandolo della matassa. Come mettere “a posto” la M1 di Valentino? Perché i tempi sul giro non escono mai fuori su ogni tipo di circuito e in condizioni diverse: asciutto, bagnato, misto? Inutile girarci attorno: né Rossi, né il team Petronas, né la Yamaha potevano prevedere tempi così alti rispetto ai primi e risultati così scarsi! Ciò significa che rispetto al già modesto 2020, la situazione di competitività è ancora peggiorata. È una questione di moto? No, perché Quartararo sulla stessa moto è in testa al mondiale e ci ha vinto gare, idem il pur altalenante Viñales. È una questione di “gestione” della moto. Rossi ci mette del suo, in negativo, a non trovare la via d’uscita, con il suo stile non più adeguato all’evoluzione di queste M1. C’è un problema di “qualità tecnica”. Lo stesso staff tecnico è evidentemente in difficoltà nel dare al pilota ciò che vuole forse perché né pilota né chi dirige lo staff tecnico rappresentano quel valore aggiunto che nelle corse da sempre fa la differenza. In questo caso, a Valentino non resterebbe che prendere atto che il tempo passa per tutti e anche fare mea culpa, avendo scelto lui – e solo lui – lo staff.

PERCHÉ IL MUGELLO È IMPORTANTE

—   Comunque, al Mugello (e non solo lì) la moto è quella e da quella va tirato fuori quel che altri sulle stesse M1 tirano fuori. Il problema è legato al “modo” di guidare e, conseguentemente, al settaggio dell’elettronica. Già passare in Q2 al Mugello con un gap sotto i 5 decimi sarebbe un segnale positivo per Rossi, a dimostrazione che tutto il lavoro fatto in queste prime gare 2021 per cambiare stile e assetti ha dato un risultato, bloccando finalmente la caduta verso il fondo. Il futuro di Rossi pilota? Il futuro del VR46 Team? Tutte cose importanti che, però, vengono dopo e vanno tenute ben distinte e distanti: non possono intorbidire le acque già inquinate. Al Mugello Rossi non può toppare.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/26-05-2021/motogp-valentino-rossi-il-mugello-ecco-sua-strategia-4101352170235.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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