Simoncelli a MotoG-Podcast: “Vedere morire un figlio non lo puoi spiegare“

Simoncelli a MotoG-Podcast: “Vedere morire un figlio non lo puoi spiegare“

Nella settimana più complicata per il Motomondiale, con la scomparsa di Jason Dupasquier in seguito alle ferite riportate nella caduta durante l’ultimo giro della qualifica della Moto3 al Mugello, Paolo Simoncelli è l’ospite della puntata di MotoG-Podcast, il talk della Gazzetta dello Sport condotto da Paolo Ianieri e Zoran Filicic. Impossibile non partire da quanto accaduto al povero Jason e alla decisione di correre le gare. “Questa è la vita, è un discorso neanche da affrontare, è il motociclismo. Per me l’unica cosa sbagliata è stato un terribile minuto di silenzio — spiega Paolo —. Io li abolirei sempre, perché sono più tragici della tragedia. Io per Marco ho fatto fare i fuochi di artificio a Valencia con l’aiuto di Carmelo Ezpeleta. Per me è un piangere sul piangere. E per la famiglia… non so come gestiranno l’altro figlio che corre in moto anche lui, questa è una bella bega. Vi assicuro che vedere morire un figlio è qualcosa che non trovi le parole per definirlo. Purtroppo speri sempre che succeda sempre a qualcun altro”.

IL RITORNO DI ELVIO

—   In un weekend difficile, c’è stato anche l’abbraccio con Elvio Deganello, che con il padre Aligi faceva parte della squadra che con Marco vinse nel 2008 il Mondiale 250 con la Gilera, prima di seguirlo in MotoGP da Fausto Gresini, per poi passare alla Suzuki. Lo scorso anno, facendo cross Elvio ha avuto un incidente che lo ha reso tetraplegico. “Elvio è la cosa che più mi ha fatto star male la notte dopo – racconta commosso Paolo -. Ho sempre pensato di essere stato fortunato, perché Marco non aveva avuto quel problema, non avrebbe sofferto su una carrozzina. Ma quando ho visto Aligi che si coccolava questo ragazzo sorridente, ho pensato che non sono stato fortunato, si è ribaltata tutta la mia convinzione”.

QUEI SOLDI PER LE FOTO DI MARCO

—   C’è un momento in cui Paolo si arrabbia, ed è nel parlare della Fondazione che Paolo, la moglie Rossella e Kate, la fidanzata di Marco, hanno creato in sua memoria. “Per il centro disabili abbiamo speso quasi tre milioni di euro, abbiamo fatto un ospedale ad Haiti, stiamo creando un centro per ragazzi autistici a Ferrara… E poi l’altro giorno mi è successa una cosa che mi ha fatto veramente incazzare: mi è arrivata una richiesta di pagamento urgente di 280 euro da parte della PicRights che agisce per conto della Reuters, perché sul sito della Fondazione ci sono due foto di un certo Mick Tsikas, che non so neanche chi sia, che ritraggono Marco. Pagherò i 280 euro, ma per me è una vergogna, sono ridicoli”.

SE ARBOLINO FOSSE RIMASTO…

—   Si parla anche di corse, iniziando dall’avventura del team Sic58 Squadra Corse iniziata 5 anni fa: “Così tanti? Per me abbiamo raccolto meno di quanto avremmo potuto. La cosa che ha cambiato le cose è l’addio di Tony Arbolino, fosse rimasto con noi avremmo vinto il Mondiale entrambi, per il resto benissimo con Tatsu (Suzuki; n.d.r.), da Antonelli mi aspettavo molto di più”. La Moto2? “Mi piacerebbe, ma non voglio rovinare con una mossa azzardata quanto fatto fino adesso”.

LA DIREZIONE GARA CHE FA?

—   Da tempo Paolo ha ingaggiato un braccio di ferro con la Direzione Gara sull’applicazione sempre troppo discrezionale delle regole, oltre a battersi per la cancellazione del verde che delimita la pista. “Non riescono mai ad applicare i regolamenti come si deve. Perché? Perché c’è sempre la politica di mezzo. Il verde porta a rischiare il doppio di quello che i piloti farebbero. Il cemento e il verde, per il motociclismo sono una bega. Una volta se andavi sulla ghiaia ci rimanevi, ma questo porta i piloti a rischiare molto di più. E poi prendere sempre decisioni diverse a seconda della situazione è una stronzata grossissima. È come lo stop. C’è? Ti fermi. Devono esserci regolamenti chiari”.

QUARTARARO SU, RINS MI SPIACE

—   Nel Mondiale è iniziata la fuga di Fabio Quartararo? “Lui è fortissimo. È stato fortunato perché c’è stato un momento che se non saltava fuori Luca Boscoscuro (in Moto2; n.d.r.) non so come se la sarebbe cavata. E mi spiace per Alex Rins, attraversa un momentaccio che non auguri a nessuno. In questo mondo da essere forte a diventare un niente è un attimo. È questa la cosa più brutta. Lo vedi da come i piloti camminano nel paddock, se guardano per terra capisci. Serve avere vicino le persone giuste, qualcuno che ti vuole bene davvero”.

LASCIATE STARE MARQUEZ

—   Marc Marquez sta faticando a livello fisico: se l’omero è consolidato bene, è la spalla che adesso sta preoccupando. “Marquez in questo momento non va neanche considerato, lui corre invece di stare a casa perché l’allenamento della moto è meglio della palestra. Lui in questo momento non c’entra niente con le gare, non dovete considerarlo”

ROSSI, IL TEMPO È PASSATO

—   Si parla anche di Valentino Rossi, che in questo avvio sta faticando oltremisura. “Vale è un ragazzo che deve capire che il tempo è passato. Tutto lì. Per me non si diverte, in queste condizioni uno non può divertirsi, farebbe bene a pensarci e a fare la scelta giusta. Ultimo o penultimo, a uno come lui tira… e non è giusto, non è giusto”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/02-06-2021/simoncelli-motog-podcast-vedere-morire-figlio-non-puoi-spiegare-4101550749007.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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