Six Days: gli eroi di ieri di nuovo in Maglia Azzurra per l’Isde Vintage

Six Days: gli eroi di ieri di nuovo in Maglia Azzurra per l’Isde Vintage

Mentre i piloti si apprestano a percorrere i primi metri della 95esima edizione della Six Days dopo una settimana passata a camminare e studiare le prove speciali, nella serata di domenica 29 agosto la Fmi, con la partecipazione del presidente Giovanni Copioli e del presidente della Fim Jorge Viegas, ha colto l’occasione per portare al centro dell’attenzione tematiche vicine al mondo dell’Enduro come il rispetto della natura e l’ecosostenibilità, oltre a presentare il team della Maglia Azzurra Vintage che a ottobre parteciperà alla Six Days 2021 nella splendida cornice dell’Isola d’Elba.

IL TROFEO

—   Partendo proprio dalla Maglia Azzurra Vintage, Copioli e Vegas hanno consegnato la coppa del Trofeo Vintage, conquistato nell’edizione 2019, ai piloti italiani che in Portogallo hanno rappresentato l’Italia: Stefano Passeri, Mario Rinaldi e Giò Sala, tre leggende viventi della disciplina. “Il momento più bello? Quando abbiamo capito che dovevamo correre un’altra volta per l’Italia, quella è stata un’emozione forte. E poi vincere è stata una doppia soddisfazione”, dice Passeri. “Quando ho messo il casco ho rivissuto le emozioni che vivevo da professionista”, risponde Rinaldi. “Mi sono divertito tanto e ho riprovato quei momenti magici di quando correvo per la nazionale da giovanotto”. “Bello tornare a correre con gli amici, è stato un grande piacere. E poi abbiamo vinto in casa del presidente Fim, quindi siamo super felici”, conclude Sala scherzando e rivolgendosi a Jorge Viegas.

LA NUOVA SPEDIZIONE

—   Consegnato il premio, è tempo di pensare già alla prossima edizione, che si terrà dal 20 al 23 ottobre all’Isola d’Elba: i piloti selezionati dal team manager Francesco Mazzoleni sono Giorgio Grasso (classe 1963, Ktm 250 2T del 1980), Tullio Pellegrinelli (classe 1964, Ktm 350 2T del 1980) ed Enrico Tortoli (classe 1967, Ktm 250 2T del 1975). “Avrei dovuto correre la mia prima Six Days all’Isola d’Elba all’età di 18 anni – svela Giorgio Grasso – ma a causa di un incidente la settimana prima della gara saltai l’evento. Quindi ho colto questa occasione al volo, sarà un’emozione unica tornare su queste moto d’epoca”. È d’accordo Tullio Pellegrinelli: “Qualche anno fa salire su una moto d’epoca mi sembrava una ‘cosa da vecchio’, ma dopo aver visto Passeri, Rinaldi e Sala in Portogallo mi sono ricreduto e mi è tornata una voglia incredibile”. “Mi preparerò come un professionista che non sono mai stato”, dichiara Enrico Tortoli. “Ringrazio tutti coloro che mi han dato questa opportunità”. E il team manager Francesco Mazzoleni ribadisce: “Secondo posto? Non esiste. Tutti dicono che lo facciamo per divertirci, ma quando c’è di mezzo il cronometro tutti vogliono vincere”.

PER L’AMBIENTE

—   Giancarlo Strani, presidente della Commissione Ambiente Fmi, ha illustrato il lavoro federale volto alla tutela del territorio. Durante la Six Days 2021 verranno effettuati controlli delle emissioni sonore e atmosferiche dei mezzi impegnati in gara tramite l’utilizzo di apposite centraline fonometriche e atmosferiche posizionate lungo il percorso della competizione, con l’obiettivo di verificare il grado di impatto dell’attività motociclistica sull’ambiente, nell’ottica di incrementare la sostenibilità dell’attività stessa. “Per noi la Sei Giorni rappresenta l’occasione di raccogliere una grande quantità di dati e informazioni, che andremo ad analizzare per proseguire nel nostro percorso di promozione del rispetto del territorio e di convivenza tra sport e natura. Sparsi lungo il percorso avremo sei macchinari che ci forniranno dati 24 ore su 24 in modo da studiare approfonditamente l’impatto acustico della manifestazione. Saranno al lavoro due aziende specializzate con adeguati strumenti fonometrici per rilevare e documentare con cura e precisione. E grazie al lavoro dei nostri delegati ambientali verificheremo che sotto questo punto di vista le attività si svolgano correttamente sia nel paddock che sulle prove speciali”.

IL RUOLO DELL’ARMA

—   Al fine di contenere l’impatto ambientale della manifestazione, di primaria importanza è il protocollo d’intesa che lega le attività dell’Arma dei Carabinieri con quelle della Federazione Motociclistica Italiana. Come sottolineato dal Generale Simonetta De Guz, tale protocollo è volto a tutelare l’ambiente e la biodiversità con l’obiettivo di promuovere e diffondere la cultura della tutela del patrimonio ambientale, specie nelle aree protette e con specifico riferimento ai giovani. Il fine ultimo è coniugare i valori dello sport con il rispetto dell’ambiente e del territorio. I Carabinieri Forestali hanno provveduto a verificare l’incidenza della manifestazione in prossimità di aree di particolare interesse ambientale, che non risultano interessate dal percorso che si snoda, assicurando anche ampie fasce di rispetto delle citate aree protette. È stata inoltre verificata l’acquisizione da parte degli organizzatori di tutte le necessarie autorizzazioni rilasciate dalle autorità regionali e locali ed è stata predisposta da parte dell’organizzazione un’ampia documentazione fotografica relativa allo stato attuale dei luoghi. Durante le giornate di gara, diverse pattuglie dei Carabinieri, coadiuvate da un elicottero dell’Arma, svolgeranno servizio di vigilanza lungo i punti più delicati del percorso.

LA SQUADRA

—   Conclusosi il corposo capitolo legato all’ambiente, il presidente Fmi Giovanni Copioli ha evidenziato l’importanza dell’evento e la fortuna di poterlo vivere da vicino, nel nostro Paese, sulle colline della Valle Staffora e della Valle Curone: “Abbiamo messo in evidenza i valori dell’Enduro sia da un punto di vista istituzionale che sportivo. È una delle competizioni più attese dell’anno, che vede sfidarsi i piloti più forti al mondo su tracciati impegnativi. Rivolgo a tutti loro un grande incoraggiamento”. In chiusura è intervenuto anche il Commissario Tecnico Cristian Rossi: “L’esperienza mi dice che i piloti vivono questa avventura con impegno e intensità, dal momento che è l’unica manifestazione a squadre che abbiamo nella disciplina. È sempre un momento bello perché rivali che gareggiano contro tutto l’anno diventano poi compagni di squadra. I piloti in questi giorni hanno accumulato tensione, adesso è giunto il momento di salire in moto”. L’ultima parola è del capitano della nazionale Thomas Oldrati: “Siamo una bellissima squadra, per me questa è l’11esima volta che vesto la Maglia Azzurra. Abbiamo camminato tantissimo nei giorni scorsi, le prove speciali sono spaziali e dunque siamo motivati a fare un ottimo risultato. C’è sintonia tra di noi, ora si fa sul serio”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Moto/30-08-2021/six-days-2021-premiati-vincitori-maglia-azzurra-dell-isde-vintage-420837576426.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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