Valentino e il ritiro: motivi tecnici e ragioni “di cuore” dietro la decisione

Valentino e il ritiro: motivi tecnici e ragioni “di cuore” dietro la decisione

Gli appassionati che vanno sui circuiti e anche quelli che seguono il motociclismo solo in tv dell’annuncio dell’addio alle corse di Valentino Rossi nella sala stampa del Red Bull Ring hanno soprattutto colto l’aspetto emotivo della questione. L’asso di Tavullia è da oltre 25 anni l’emblema del motociclismo. Invece Valentino è parso emozionato ma lucido e sereno. Perché?

LE PROSPETTIVE DI VALENTINO

—   Solo perché un grande campione resta sempre “di ghiaccio” e non può farsi prendere dall’emozione neppure in un momento di così alta intensità emotiva? Non è il caso di Rossi. La domanda era e resta una: cosa c’è dietro la scelta dell’addio alle corse? Perché la decisione di abbandonare a fine stagione? È (solo) legata all’età che avanza e alla mancanza di risultati? Certo che avviandosi a 43 anni con gli avversari che di anni ne hanno più o meno la metà diventa difficile programmare un futuro a lunga scadenza anche se, in questo caso, l’obiettivo era “solo” quello di continuare un’altra stagione, nel 2022, pilotando una Ducati ufficiale del suo nuovo Team Aramco-VR46, tassello di un castello ben più corposo di un business sportivo ed extra sportivo internazionale. Rispetto ai risultati è evidente che se fossero stati diversi da quelli fin qui conseguiti nel 2021 la questione dell’addio alle corse non si sarebbe posta e – a dirla tutta – si stava già pensando al proseguimento di carriera addirittura per il biennio 2022-2023.

L’ANALISI DI VALENTINO

—   Ma non sono stati i non risultati 2021 (magari sommati anche a quelli altrettanti magri del 2020 e 2019) a portare Rossi alla sua decisione anche perché ha detto che farà di tutto per migliorarli in questa seconda parte di stagione, facendo capire che dai round dell’Austria in poi comunque non andrà “a spasso”. Rossi, al di là di alcuni passaggi da “amarcord”, nella sostanza ha fatto una “analisi tecnica” della MotoGP, su come le moto e quindi le corse sono cambiate in questi anni, su qual è oggi, in questo contesto tecnico, il ruolo del pilota. Valentino ha detto che oggi il weekend MotoGP ruota attorno alle gomme (lavori dalle prime prove del venerdì mattina su questo e se non trovi la soluzione, addio corsa), che con l’evoluzione tecnologica di alcune componenti (centralina unica) e con i regolamenti restrittivi le moto si equivalgono pur in una diversa scala di valori (ad esempio le Yamaha sono meno potenti e veloci ma più guidabili), che gli avversari sono aumentati di numero e cresciuti di qualità, che lui stesso ha faticato e fatica ad adeguarsi a queste moto guidate tutte da tutti più o meno alla stesso modo. Insomma, il pilota o si adegua alle caratteristiche di queste moto (dove a farla da padrona è la gomma) o i tempi sul giro non scendono e il gap con gli avversari aumenta.

LE RAGIONI DI VALENTINO

—   E sarebbe davvero stata una “scommessa” tentare di adattarsi in fretta alle caratteristiche della Ducati, moto peraltro tutt’altro che facile da comprendere, interpretare, portare al massimo livello di competitività. Il rischio sarebbe stato di buttar via anche la stagione 2022, con risultati tutt’altro che esaltanti. Insomma, il gioco non valeva la candela. Sulla bilancia dei pro/contro sono entrati anche altri aspetti: quelli di ordine famigliare-personale (potrebbe anche essere una grande prova d’amore verso la sua compagna Francesca Sofia Novello); quelli relativi ai suoi prossimi importanti impegni nel management e nel business ben più coinvolgenti e remunerativi di quelli da futuro corridore pro tempore sulle quattro ruote. Da qui la decisione.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/07-08-2021/ritiro-valentino-rossi-ragioni-che-hanno-spinto-pilota-lasciare-motogp-420253495242.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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